
Molti dei suoi colleghi hanno registrato album da solisti o hanno continuato ad esibirsi sul palco, mentre lui è diventato uno scrittore di libri e sceneggiatore di film. Se ancora non avete capito di chi sto parlando date un’occhiata dopo il salto e leggete della sua chiacchierata con il Wall Street Journal!
Quasi da una notte all’altra, Chris Colfer, che intepreta Kurt Hummel in Glee, è diventato una fabbrica di successi.
L’attore ventiduenne ha scritto, recitato ed è produttore esecutivo del film indipendente “Struck By Lightning” che il Tribeca Films rilascerà questo autunno. Nel frattempo il suo primo romanzo, “The Land of Stories: The Wishing Spell”, nel fine settimana è entrato al No.1 della classifica New York Times Bestseller Children’s Book e vi è rimasto anche questa domenica.
Oltre a girare la quarta stagione di Glee, Mr. Colfer ha detto che sta anche lavorando al seguito di “The Land of Stories”, ad alcune altre sceneggiature e ha recentemente adattato il libro per bambini “The Little Leftover Witch” per la Disney Channel, che però per il momento ha deciso di non produrre nessun episodio pilota.
Cosa ti ha spinto a scrivere “The Land of Stories”?
Alcuni dei miei ricordi migliori sono collegati al negozio di libri dove hanno fatto una festa per l’uscita dei libri di “Harry Potter”. E quando avevo otto anni ero ossessionato dalle fiabe. Volevo scrivere un libro che raccontasse avventure nel mondo delle fiabe ed è così che è venuta fuori tutta la storia. Ai tempi però mi è venuto molto difficile scriverla, quindi quando avevo dieci anni l’ho messa nel dimenticatoio. Probabilmente era il mio più grande “da fare” nella lista delle cose da fare.Il tuo management pensava che fosse una buona mossa?
Dopo essere stato tanto fortunato da vincere un Golden Globe, ho ricevuto l’offerta di scrivere un’autobiografia. Avevo vent’anni ai tempi e non avevo voglia di fare una cosa del genere. Ho detto, “Grazie per l’offerta, ma preferirei davvero scrivere una serie di libri fantasy per bambini, se questo può interessare a qualcuno.” Mi hanno chiesto di scrivere tre capitoli. Ho scritto i primi cinque, abbastanza da lasciarli con un colpo di scena. Mi hanno fatto firmare un contratto per due libri.Quando hai trovato il tempo di scrivere?
Il primo libro è stato una follia. Stavo facendo “Struck By Lightning” ed eravamo nel bel mezzo del tour mondiale di Glee. Scrivevo sul pullman, sotto il palco, tra gli spettacoli, durante le performance, sull’aereo. È stato folle. Sono sempre stato capace di fare più cose contemporaneamente, già dai tempi del liceo. Ma era davvero un momento cruciale. Se e quando ti capita di avere tutte queste cose tra le mani, penso che sia stupido lasciarsene sfuggire qualcuna. Ci sono voluti circa sei mesi per scrivere il libro e credo che ne abbiamo fatto due stesure. Sono un po’ come il coniglio dell’Energizer, non ho il tempo di fermarmi e adorare le rose.Cosa ne pensi delle altre celebrità che scrivono per un pubblico young-adult?
Per quanto ne so, molti di loro hanno degli scrittori fantasma dietro e questo è decisamente qualcosa che non voglio! La mia paura più grande era che la storia venisse danneggiata in qualche modo dal fatto che io, Chris Colfer, ne sono l’autore. Non volevo che i lettori pensassero di leggere il libro dell’attore di Glee. Volevo che fosse il più autentico possibile.Pensi che un attore debba scrivere i suoi stessi progetti per andare avanti ad Hollywood di questi tempi?
Nessuno ti fa trovare le cose a portata di mano. Se devo essere completamente schietto, se sei qualcuno come me, una persona “di nicchia”, devi crearti da solo le tue opportunità. Non devi essere un genio per farlo. Se penso agli eroi che avevo da piccolo, mi rendo conto che nessuno di loro mi rappresenta. Non volevo diventare nessuna di quelle persone. Volevo essere Tina Fey e Woody Allen e Micky Mouse tutti insieme. Quindi dovevo essere il modello per me stesso.Com’è stato scoprire la decisione degli esecutivi sul tuo pilot per la Disney?
Sono frustrato per questo così come lo sarebbe ogni scrittore. Purtroppo però non dipende da me, è il network di qualcun altro e il punto di vista di qualcun altro. Ero semplicemente eccitato all’idea di lavorare per Mouse. Sarebbe stato bello avere un tesserino con su scritto che lavoravo per la Disney. Ma sarebbe stato un po’ come una lezione di scrittura. Un giorno avrebbero detto, “Vogliamo che cambi l’episodio pilota adattandolo ad un pubblico compreso tra i 12 e i 15 anni.” È molto diverso quando lavori ad un libro, perché in quel caso l’unica persona da accontentare e soddisfare sei tu.Cosa leggi di solito nel tempo libero?
Non sono un lettore tanto grande quanto mi piacerebbe essere. Preferisco scrivere. Credo che l’ultima serie di tendenza che ho letto sia stata “Harry Potter”. Ho saltato la saga di “Twilight” e quella di “Hunger Games”. Tendo a leggere le autobiografie degli amici, come Andy Cohen, Kristin Chenoweth e Kathy Griffin. Di recente ho cominciato a leggere “A Discovery of Witches” ma l’unica cosa che di solito ho il tempo di leggere è il copione di Glee. Ma cito sempre “Il Principe” di Machiavelli. È assolutamente uno dei miei libri preferiti di sempre.Una scelta sorprendente.
Ogni cosa che dice riguardo alla politica è adattabile ai giorni nostri, è solo che è cambiato il panorama.Puoi applicarlo anche alla tua vita a Hollywood?
Probabilmente. In questa posizione, non c’è modo di accontentare e piacere a tutti, e questo mi fa uscire pazzo.
Via | The Wall Street Journal