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Ryan Muphy non si ferma mai. Oltre a seguire Glee e American Horror Story, si sta preparando a dirigere un film, The Normal Heart, adattamento dell’opera teatrale di Larry Kramer, e a scrivere un musical, One Hit Wonder, che vedrà sul palco Gwyneth Paltrow, Cameron Diaz e Reese Whiterspoon. Non è finita qui: infatti Murphy sta preparando una nuova serie, The New Normal, la storia di una coppia gay che decide di adottare un figlio. I protagonisti dello show saranno Andrew Rannells, Justin Bartha e Ellen Barkin.
Comunque, nonostante la sua vita caotica, Murphy trova il tempo di concedere delle interviste per raccontare il suo lavoro e progetti per il futuro.

Di seguito potrete trovare l’intervista del sito Vulture.

Tre show televisivi e due film … come fai a restare concentrato con così tanti progetti in corso?

Non saprei risponderti in altro modo se non dicendoti che ho una passione per tutti i miei lavori. Ci sfamiamo a vicenda. Non mi annoio mai, sono sempre entusiasta. È una  cerchio creativo che ruota, a essere onesti. Ho iniziato come giornalista da giovane, e non ero pagato fin quando non scrivevo almeno tre storie al giorno. Così sono cresciuto con questa mentalità, che la produttività sia una buona cosa. Ed ho chi mi sostiene e capi che mi capiscono.

E sarai lo showrunner per tutti e tre i telefilm?

Si, sono tutt’ora lo showrunner, ma Brad Falchuck (co-produttore in Glee e American Horror Story) sta lavorando molto con tutto lo staff di sceneggiatori. E stiamo portando a Glee gente che ha lavorato in altri show, così mi è molto d’aiuto. Ali Adler è anche il mio co-produttore per The New Normal, ed ha già lavorato per molto altro in passato. Questo show avrà uno staff con molta esperienza.

L’anno scorso, il presidente della FX John Landgraf mi ha detto che ciò che ama di più di American Horror Story è che tu hai progettato la serie come un’antologia, che ti avrebbe portato cose nuove. Questo significa che tu ami l’inizio delle cose migliori?

Certamente capisco ciò che le persone dicono su di me, il che lo trovo interessante e scommetto di capirlo… beh, si e no. Di American Horror Story amo la sua freschezza e amo quello show perché è una mini-serie; è un inizio, uno svolgimento e una fine.

Quando scrivi 22 episodi all’anno, è un compito arduo. Anche se Glee è un lavoro complicato, sono davvero entusiasta di scrivere una storia che si sviluppa di un arco di più anni. Ad esempio, avete conosciuto Rachel Berry, ma alla fine di tutto fortunatamente sarà una star. È un periodo molto, molto lungo. È la cosa più difficile, perché non si è mai subito soddisfatti. Però so dove Rachel finirà, so quale sarà l’ultima scena. Anche The New Normal è già delineato, so che l’ultima scena sarà la nascita del bambino. La storia abbraccerà un arco di tempo di cinque anni: la prima stagione è sulla preparazione per l’arrivo del piccolo, la seconda sulla vita del bambino, la terza sarà :”Oh cavolo, siamo arrivati ai quaranta, vogliamo un altro figlio!” Lo show sarà uno strano ibrido fra Glee e American Horror Story. È bello per me scrivere qualcosa sia a lungo che breve termine.

All’inizio di questa stagione di Glee, hai detto: niente guest star, niente tributi. La verità però è che ci sono stati sia guest star che tributi nella seconda metà della stagione. Cosa è successo? Ti sei sentito attratto da entrambe le cose?

Non credo di esserne stato attratto. E sai, la prima stagione,  alla quale tutti hanno messo un’ aureola, ha fatto esattamente quello: abbiamo avuto grandi guest star, il tributo a Madonna… Credo che con il fandom non puoi prendere nulla sul personale, tutto deriva da un luogo di passione. Ci sono alcune persone che amano i personaggi. Altri amano lo spettacolo. Quando fai lo spettacolo, chi preferisce che l’attenzione sia focalizzata sui personaggi si arrabbia. “Cavolo, perché non fanno una scena con Santana e Brittany invece di un tributo a Michael Jackson?” Ed anche il contrario. Puoi fare il meglio, e rispetto davvero tanto i fan, perché è un pubblico giovane ma anche Internettiano. Ci occupiamo dei personaggi, dello spettacolo e dei tributi, ma è uno show per giovani. Ecco perché i personaggi nello show in soli due episodi si innamorano e poi non lo sono più.

È difficile anche quando lo show non è seguito, o il network non crede che farà ascolti. Alcuni critici avrebbero fermato la serie dopo cinque episodi. Sono i fan che fanno lo show. L’hanno scoperto, l’hanno amato, hanno comprato la musica, l’hanno trasformato in un fenomeno, hanno comprato i biglietti per il tour, hanno creato una multi-piattaforma, respirano tutto ciò. Credo lo faccia anche la critica e i blogger. Così, quando hai tra le mani qualcosa del genere, e si evolve e cresce, provi cose differenti, sperimenti e rischi, loro dicono: “Non ci piace, torna a fare ciò che usavi fare prima”. E tu dici: “Beh, facciamo sempre la stessa cosa, ma capisco che voi possiate vederlo in modo diverso”.

Nella quarta stagione i personaggi torneranno ad essere dei perdenti, e questo forse appagherà le persone. Sento che voi giovani non potete vincere. Molte persone lo guardano e mi piace la loro passione. Chiunque abbia fatto uno show sull’adolescenza mi dice che sente le stesse cose.

Cosa ne pensi di ciò che ha detto ai Fox’s Upfront Kevin Reilly, il presidente della Fox, che la quarta stagione sarà una ‘rinascita creativa’?

Non credo che Kevin fosse un fan dei programmi di questa stagione. Abbiamo fatto episodi con tutte le sfumature possibile di questo show. Ad esempio ho amato West Side Story, ma non credo sia la stessa cosa per il pubblico. Kevin ha voluto uno spettacolo sulla Top 40, sulla cultura pop, su grandi star. Quindi so che amato il finale di questa stagione,  sono andato da lui e gli ho raccontato le mie idee per la quarta stagione e l’ha amata, perché basata sulla cultura pop.

Stiamo preparando nuovi tributi, in particolare ci sarà un nuovo episodio tributo per Britney Spears. Molti personaggi torneranno ad essere perdenti, il che è buono per lo show. Ho fatto davvero fatica, parlando con tutto il cast.

Cosa intendi dire?

Ci siamo incontrati, e sai che siamo diventati come una famiglia,e  ho detto che chiunque voglia restare nello show, resterà nello show. Ho chiesto loro: “Cosa volete fare?”  Lo show l’anno prossimo avrà meno personaggi e credo sia una cosa buona. Ma non sarà uno show che non riconoscerete. Alcuni hanno scritto che Dianna Agron e Amber Riley non ci saranno, ma in realtà si.

Sai perché dicono questo di Amber. Amber ha tweettato dicendo che “ha chiuso un capitolo della sua vita”.

Credo stesse parlando di emozioni dal gusto retro amaro. “Non sarò mai più in quella choir room con quelle persone”, almeno lei mi ha detto questo. Quando l’ho letto, ho subito pensato che le persone avrebbero frainteso. È contenta di dove andrà il suo personaggio, tutti lo sono. Ho cercato di fare la cosa giusta per tutti loro. Lo stesso problema è nato l’anno scorso, quando non ho voluto parlare ai media dello spin-off di Rachel, Finn e Kurt.

Ho voluto far sapere agli attori che se vogliono una casa, ce l’hanno. Se vogliono esplorare nuove cose mentre hanno una casa, è un’alternativa. Quando ho raccontato loro della quarta stagione, credo che sia piaciuta a tutti perché cresceranno, si chiederanno qual è il loro posto nel mondo. Penso che i fan cresceranno con loro.

E Will Schuester? Ci saranno più storie da raccontare per lui, specialmente ora che è sposato?

Non si sposa.

Spoiler!

Abbiamo grandi progetti per Matt e Jane Lynch. Ciò che mi piace, è che non avranno le stesse storie per molto. Jane sentirà il bisogno di crearsi un nuovo nemico, e subito. Lo stesso per Matt. Matt avrà nuove sfide. Non abbiamo voluto ripetere la vecchia formula. Lo show sarà molto diverso, ma comunque fantastico.

Quindi, Jayma Mays, Mark Salling… torneranno nello show?

Torneranno tutti. Tutti i regular, torneranno. Questo però non significa che saranno presenti in tutti i 22 episodi. E non ci sarà mai più un Glee Tour con le stesse persone.

Cosa ne pensi di Glee che si sposta al venerdì dopo X-Factor?

Credo sarà una notte di grande televisione. Amo Britney. Credo che porterà milioni di spettatori, e l’idea di uno show musicale dentro uno show musicale è fantastico. È sempre stato ciò che ho voluto, per due anni. Volevo andare in onda dopo American Idol o X Factor, perché quando guardo programmi sulla musica pop e giovanile, non penso che dopo vorrò vedere uno show drammatico. Venerdì diventerà la notte della musica pop sulla Fox. Faremo molti collegamenti. E mi piace anche il fatto che andremo in onda alle nove, così da poter parlare di argomenti più maturi.

Sia Glee che The New Normal sono ambientati in Ohio.

Beh, io vengo dall’Indiana. Così per me, quando ero ragazzo, Cincinnati era come la glamour New York. Comunque, dopo il primo episodio di The New Normal si trasferiscono tutti a LA, quindi niente più Ohio.

Sarai ospite di una cena, il quale scopo è raccogliere fondi per la campagna elettorale di Obama, che qualche settimana fa si è proclamato a favore dei matrimoni gay. Questa cena è il risultato di questa sua proclamazione?

No, mi è stato chiesto di partecipare a questa cena mesi fa. L’ho sempre supportato. Obama si è dichiarato  a favore delle unioni coniugali tra gay la settimana che gli inviti sono stati inviati, quindi è stata una coincidenza perfetta. Ciò che ha fatto ha acceso molta passione nei suoi sostenitori, che stanno lavorando duramente affinché sia rieletto.

Quanto sei tenace nella tua ricerca di talenti per i tuoi show? Hai scritto una lettera d’amore a Madonna per averla in Glee e Lange ha detto che più di una volta ti sei gettato ai suoi piedi. 

Beh, per esempio, Chloë Sevign ha un ruolo scritto appositamente per lei. Ho preso il suo numero, l’ho incontrata e le ho detto: “Ti adoro per le seguenti ragioni, queste sono le ragioni per le quali credo il ruolo sia adatto a te, credo dovresti farlo, non voglio un no come risposta, per favore…” È così che faccio uno show: chiamo le persone  e dico loro di amare il loro lavoro e che dovrebbero interpretare quella parte. Sono appassionato di attori e nel mostrare gli attori sotto punti diversi.

Via | Vulture

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