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Quinn promette di riprendersi la figlia Beth e di strapparla dalle braccia della madre adottiva su “Glee”: questo potrebbe causare problemi con le vere famiglie che adottano bambini.

Una delle nuove trame di “Glee” riguarda l’ ex-cheerleader, diventata giovane mamma, Quinn Fabray (Dianna Agron), intenzionata a tutti i costi a riprendersi la figlia biologica dalla madre adottiva, Shelby Corcoran (Idina Menzel).

Una madre adottiva, Amber Austin, ritiene che questa trama non influenzi in modo accurato e positivo la questione dell’adozione, ed ha creato una petizione contro la storyline sul sito Change.org. Ha dichiarato al Los Angeles Times che, a suo parere, “mostra una prospettiva che può causare danni reali con i genitori adottivi“. La donna ritiene infatti che la storyline potrebbe influenzare negativamente i bambini adottati, inducendoli a pensare che saranno sottratti dalle loro famiglie.

Nella petizione afferma inoltre che “Lo show può dare alle giovani donne che fronteggiano una gravidanza indesiderata (molte delle quali sono possibili spettatrici di Glee), la falsa impressione che l’adozione sia una soluzione temporanea, e non permanente.

La raccolta firme non ha come scopo quello di eliminare la storyline dal programma, bensì quello di far mostrare durante lo spettacolo un annuncio pubblico che mostri la vera realtà sulla questione delle adozioni, dice Hollybaby.

Austin, volendo effettivamente far capire quante persone sono affette da questo argomento, ci tiene ad affermare che più di 120,000 bambini, ogni anno, vengono adottati negli Stati Uniti.

Ecco quello che la donna ha scritto nella descrizione della petizione:

Lo show televisivo Glee è noto portare immagini positive di gruppi, spesso vittime del bullismo o esclusi dalla società odierna; il programma mostra personaggi complessi di ogni tipo, e affronta problemi reali di persone reali, ed è stato premiato per il suo supporto alla comunità LGBT.

Ma il concetto di adozione, per Glee, attraverso le storylines di Quinn Fabray e Rachel Berry, fa cadere tutti questi alti standards.

Anche se è ammirabile il fatto che lo show mostri la realtà di molte madri, costrette ad affrontare la decisione di far adottare il proprio bambino, e di molti figli adottati che hanno sentimenti contrastanti sui loro genitori biologici, la storyline usata su Glee pultroppo tratta argomenti che possono causare danni per bambini, genitori adottivi e non.

Nella trama attuale, Quinn, una madre adolescente che ha dato sua figlia in adozione, sta cercando a tutti i costi (e con malizia) di “riavere sua figlia”. E Rachel, adottata, affronta la ricomparsa improvvisa di sua madre. In realtà, durante un’adozione legittima, una madre non può portar via un bambino dalla sua famiglia, o tornare d’improvviso a far parte della vita del figlio, anche se questo è uno dei più famosi luoghi comuni riguardanti le adozioni. Inoltre, la maggior parte delle adozioni negli Stati Uniti sono molto più aperte, e quindi non si verificano scene drammatiche con madri biologiche, perchè i rapporti ci sono, ed iniziano subito.

Per i bambini adottati, lo show suscita il timore che un giorno potranno essere portati via dalle loro famiglie. E per i parenti adottivi e le madri biologiche, Glee non fa altro che creare confusione sulla natura delle adozioni. Inoltre, per le giovani donne che affrontano una gravidanza indesiderata, il programma può dare la falsa impressione che l’adozione sia una soluzione temporanea, e non permanente.

Parlando da fans dello show, e da persone interessate ai bambini adottati ed alle loro famiglie, chiediamo a Glee ed alla FOX di produrre un annuncio che aiuti a sottolineare la differenza fra fiction e realtà, ed aiuti gli spettatori a capire di più come funzioni il mondo delle adozioni.

Ci auguriamo che Glee utilizzerà, come ha già fatto in passato per altre questioni delicate, il successo dello show per sensibilizzare il pubblico su questioni importanti. Più di 120,000 bambini sono adottati ogni anno negli Stati Uniti. Un annuncio di servizio pubblico su Glee aiuterebbe loro e le loro famiglie, e le famiglie che sperano di formarsi in futuro grazie all’adozione.

E voi? Che ne pensate? Ditecelo nei commenti!

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